L’elegante e maestoso Palazzo Ferretti, detto di
“San Pellegrino” per la vicinanza con la chiesa adiacente, fu
edificato alle pendici del colle Guasco per volontà del conte Angelo di Girolamo Ferretti: l’edificio, costruito
presumibilmente tra il 1540 e
il 1543, divenne l’elemento tangibile della potenza economica,
dell’importanza politica e del prestigio sociale raggiunto dalla famiglia
Ferretti nel corso del XVI secolo.
E’ probabile, sebbene non esistano riscontri
documentali, che i disegni per l’opera siano stati forniti da Antonio da Sangallo il Giovane,
architetto civile e militare attivo soprattutto in ambiente romano che,
negli anni 40 del ‘500, era impegnato proprio ad Ancona
nell’edificazione della Fortezza della Cittadella.
L’articolato sistema decorativo del palazzo, fu
commissionato dal conte Angelo al pittore manierista Pellegrino Tibaldi (1527-1596) che vi lavorò poco dopo il
1560. A Tibaldi e aiuti
sono infatti attribuiti sia gli elaborati soffitti lignei intagliati e
dipinti, sia le fasce ad affresco che decorano gli ambienti del primo piano
con divinità, motivi grotteschi, figure allegoriche e racconti
mitologici: si vedano il grande salone dei ricevimenti e le stanze ad esso
collegate, come la sala degli emblemi, la sala dei miti, la camera di San
Carlo, oltre ad alcuni ambienti del terzo piano come la sala con ciclo
astrologico celebrante il Trionfo di Apollo. Purtroppo non resta nulla
della decorazione pittorica parietale del piano terra, di cui qualche
lacerto attribuito al Tibaldi si conservava ancora intorno al 1940. Nelle
volte dell’ampio salone del secondo piano, affrescate a grottesca con
paesaggi fantastici e vedute di monumenti romani, si riconosce invece lo
stile tardo cinquecentesco di Federico Zuccari (1540-1609).
A partire dal 1759 il palazzo subì imponenti lavori di ampliamento, la cui
progettazione viene riconosciuta all’architetto Luigi Vanvitelli (un
disegno del Vanvitelli, che
rappresenta proprio Palazzo Ferretti, dimostra l’interesse
dell’architetto per l’edificio anconetano): furono costruite
l’ala adiacente alla nuova Chiesa dei SS. Pellegrino e Teresa, il
balcone sopra il portale centrale, l’elegante e luminoso scalone
d’onore ed il terrazzo pensile, con il portico e le logge
soprastanti, da cui si gode una splendida vista sul mare e sul Duomo. Tale
ampliamento fu arricchito da statue in stucco e busti in marmo della
bottega anconetana di Gioacchino Varlè (1731-1806). Alla fine del
XVIII e gli inizi XIX secolo sono infine databili gli ultimi interventi
pittorici, nelle sale del III piano, condotti per volontà del conte
Liverotto Ferretti (1750 – 1815).
Il palazzo è stato oggetto di diversi interventi
di restauro: negli anni 1928-1931 per conto della famiglia Ferretti che
affidò i lavori all’architetto milanese Tornaghi; nei primi
anni ’50 a seguito dei bombardamenti aerei; infine negli anni
‘70-’80 a seguito del terremoto del 1972; dal 1958 ospita il
Museo Archeologico Nazionale delle Marche. |