Lungomare Vanvitelli

Lo scavo del Lungomare Vanvitelli ad Ancona costituisce il più cospicuo intervento di conoscenza e valorizzazione dell’archeologia urbana del capoluogo marchigiano. Lo scavo dell’area è stato condotto dalla Soprintendenza tra il 1998 e il 2001, in occasione dei lavori per la realizzazione di un parcheggio multipiano.
L’esistenza di strutture antiche era nota già da scavi e demolizioni degli anni ’50, ma la comprensione di quanto venuto allora in luce è stata possibile solo in occasione delle nuove campagne.
L’utilizzo del golfo di Ancona come porto è testimoniato dalle fonti letterarie fin dal IV sec. a.C., quando i Siracusani posero una colonia sulle alture che lo circondavano.
L’esistenza di un porto strutturato risale invece all’epoca repubblicana, quando il porto divenne la base della flotta romana durante le guerre illiriche; a tale epoca sono attribuiti le mura urbiche in arenaria e i materiali che testimoniano l’inserimento nel circuito commerciale e culturale tardo-ellenistico.
La fase romana si è conservata in una serie di costruzioni che testimoniano l’uso del porto dall’epoca augustea fino al IV sec. d.C. Al periodo augusteo (fine I a.C. – I d.C.) appartengono una serie di vani disposti perpendicolarmente alla linea di costa (magazzini, ambienti di riparo o costruzione delle navi). Al periodo traianeo (II-III d.C.) appartengono altri vani a sud dei precedenti. Il periodo tardo antico (IV-VI d.C.) è testimoniato dai reperti archeologici che indicano un riutilizzo degli edifici portuali non solo come luogo di afflusso di merci.

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