Matelica

Le recenti campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza hanno contribuito a far conoscere la realtà, finora quasi sconosciuta, dei contesti relativi alla civiltà picena. Dal 1994 al 2002, con lo scavo di grandi aree extraurbane e la scoperta di necropoli e abitati piceni, si è potuto tracciare un quadro più completo del territorio, documentato sin dalla preistoria con i ritrovamenti del Paleolitico e del Neolitico.
Il sito più settentrionale è presso i Piani dell’Incrocca, dove è stata individuata una necropoli con circoli funerari contigui e forse un abitato; una situazione analoga è stata esplorata in località Cavalieri, poco più a sud. A est dell’attuale città, altro sito di estremo interesse per la ricchezza dei corredi delle tombe e per l’estensione dei circoli funerari, è stato scavato in località Brecce.
Risalendo il corso dell’Esino, presso l’area del Crocifisso, sono state riportate in luce testimonianze della presenza umana fin dalle prime fasi della civiltà picena: capanne e tombe dell’VIII-VII sec. a.C., sepolture principesche di fase orientalizzante (con carri, elmi e schinieri nel corredo), tombe di IV sec. a.C., fino ad un piccolo nucleo di sepolture di età romana, coeve all’acquedotto e ad un acciottolato stradale.
Poco lontano dalla tomba sono state individuate le aree di abitato di via Tiratori e via Spontini, con strutture di abitati che si sono sovrapposti sfruttando sempre gli stessi spazi in un arco di tempo di almeno 3 secoli, dal VII al IV sec. a.C.

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