
Il Museo fu istituito nel 1860
come Gabinetto Archeologico della Commissione Regionale dei Monumenti e, in
seguito, si mantenne inscindibilmente legato alle attività della
Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche. Nel 1906 divenne Museo Nazionale per decreto reale, con sede presso l’ex
Convento degli Scalzi su cui ora sorge l’ala nuova dell’attuale
museo. L’edificio divenne presto inadeguato per il continuo afflusso
di reperti provenienti dall’acquisto di collezioni private e per la
fortunata serie di scavi condotti dal primo Soprintendente Innocenzo
Dall’Osso.
Così,
tra il 1923 e il 1927, il Museo fu trasferito nei locali del
Convento di San Francesco alle Scale dove, il 9 ottobre 1927, grazie al
lavoro del Soprintendente Giusepe Moretti, venne riaperto al pubblico alla presenza del Re Vittorio
Emanuele III. Nel 1932, sotto la guida di Pirro Marconi e con
l’intervento del prof. Ugo Rellini,
l’opera fu completata con l’istituzione della sezione preistorica.
Durante
la seconda guerra mondiale il Museo subì gravissimi danni, a causa
dei bombardamenti aerei che colpirono la città di Ancona: parte dei
materiali andarono distrutti, altri furono
gravemente danneggiati. Al Soprintendente Giovanni Annibaldi si deve la
lunga e laboriosa opera di ricognizione, catalogazione e restauro dei
reperti superstiti, contestuale alla seconda e ricca stagione di importanti scoperte. Nel 1958 l’Annibaldi riaprì il Museo al pubblico, nella prestigiosa sede del cinquecentesco Palazzo Ferretti.
Ma, in seguito agli eventi sismici che
colpirono Ancona nel 1972, il Museo venne nuovamente chiuso per lavori di consolidamento, riaprendo solo nel 1988 con un nuovo progetto di allestimento, coordinato dalla Soprintendente
Delia Lollini: furono esposte le testimonianze
della civiltà picena e vennero aperte al
pubblico le sale relative a Paleolitico, Neolitico, Piceni e Celti. Dalla fine degli anni Novanta, sotto la direzione
dell’attuale Soprintendente, furono inaugurate le sezioni
dell’Eneolitico (1995) e dell’Età del Bronzo (1997). Con
l’apertura di tutte le sezioni previste -romana,
medievale e numismatica- il Museo Archeologico Nazionale delle
Marche offrirà un panorama storico ricco e completo
dell’intera regione.
R. decreto 27 maggio 1906, n. 244, che
istituisce in Ancona un R. Museo Archeologico delle Marche
Considerata la
convenienza che la città di Ancona sia sede di un Museo archeologico
nazionale delle Marche;
Considerato
che in quella città
già esistono nell’ex convento degli Scalzi raccolte antiquarie
di proprietà dello Stato;
Sulla
proposta del Nostro Ministro segretario di Stato per la pubblica
istruzione;
Abbiamo decretato e decretiamo:
Art. 1- E’
istituito in Ancona un Museo archeologico nazionale delle Marche.
Art. 2- Esso sarà formato dalle raccolte di antichità
che lo Stato ivi possiede, e dagli oggetti provenienti da doni, da acquisti
e dagli scavi che il Governo eseguirà a proprie spese nella
provincia di Ancona.
Parpagliolo L., Codice delle
antichità e degli oggetti d’arte, Roma 1932-1934, vol. II,
pp. 291-292.
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